Sabato, 04 Settembre, 2010

Pedaggi, la stangata è servita: da stamattina è scattato il salasso. Colpiti duramente i pendolari dell’hinterland costretti a pagare anche una sorta di “tassa fissa” prevista per chi si “interconnette” al Raccordo dalle autostrade Anas

1 luglio, 2010 Articolo di La Voce  

pedaggi in aumento

GUIDONIA e TIVOLI - La stangata è servita per gli utenti delle autostrade italiane. Per i pendolari dell’hinterland romano pure la beffa: mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno rassicura sul no al pedaggio del Gra, chi stamattina è partito dalle zone intorno alla Capitale per andare al lavoro ha già subito il primo salasso. Si stima che siano almeno trentamila gli automoblisti-pendolari solo di Tivoli e Guidonia. Nessun riguardo per loro. L’Aiscat, l’associazione italiana delle società concessionarie di autostrade e trafori, ieri sera ha reso note le stazioni di esazione delle autostrade che si interconnettono con le autostrade ed i raccordi autostradali in gestione diretta Anas presso le quali sarà applicato, oltre all’aumento generale (un millesimo di euro a chilometro per auto, moto, veicoli, e 3 millesimi per i mezzi pesanti), la maggiorazione tariffaria a forfait: “Roma Nord (autostrada interconnessa A1, società concessionaria Aspi); Fiano Romano (A1, Aspi ); Roma Est (A24 Strada dei Parchi); Lunghezza (A24 Strada dei Parchi); Settecamini (A24 Strada dei Parchi); Ponte di Nona (A24 Strada dei Parchi); Roma Sud (A1 Aspi). Queste stazioni si interconnettono con l'A90 Grande Raccordo Anulare”. Questa è una misura che varrà sino a fine 2011. Poi anche anche il solo transito sul Gra potrà essere a pedaggio. Impossibile mettere caselli? Pronta la soluzione: varchi con telepass. Per Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, “non è una stangata. L'obiettivo per Anas è il raggiungimento della autonomia finanziaria attraverso l'incremento dei ricavi propri legati alla logica di mercato, per uscire dal comparto della pubblica amministrazione e non incidere più sui conti pubblici”. Il fatto è che i soldi li chiedono ai cittadini-utenti. Con un balzello innaccettabile per i pendolari. E il Codacons annuncia un ricorso al Tar del Lazio. Da oggi intanto, per fare solo qualche esempio, per andare da Roma a Milano si pagherà 1,56 euro in più, da Roma a Salerno sino a 2,30 euro in più e addirittura sulle tratte brevi che prevedono il passaggio sul Raccordo, come da Fiano Romano a Roma, si aggiunger un forfait al pedaggio.

LE REAZIONI

Massimo Messale, presidende del Consiglio comunale di TivoliUna brutta stangata per le famiglie. In questa fase di grande difficoltà anche aumenti di poche decine di euro al mese sono intollerabili. Si scarica sui cittadini la cronica difficoltà del sistema di mobilità e le promesse mai mantenute come la metropolitana leggera di cui si parla da decenni. E' facile prevedere un ulteriore congestionamento di arterie come la Tiburtina e la Nomentana, con conseguenze drammatiche. Ora bisogna subito alimentare un movimento di protesta forte che coinvolga tutte le istituzioni locali.

Eligio Rubeis, sindaco di Guidonia. Un provvedimento iniquo che colpisce pendolari già provati dai grandi disagi del traffico

Filippo Lippiello, coordinatore provinciale di Alleanza per L'Italia e consigliere comunale di Guidonia. Sono rammaricato ed indignato per il trattamento riservato ai pendolari della Provincia di Roma. Un balzello che ancora una volta va a colpire i cittadini più disagiati. Posso comprendere la soddisfazione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, visto che la Capitale non viene toccata dai rincari, ma non che la presidente della Regione, Renata Polverini, non si sia opposta. Scriveremo al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli e al ministro delle Finanze GiulioTremonti per tentare di raggiungere una soluzione con metodi di confronto democratico. Qualora fosse mantenuta questa disparità di trattamento tra i cittadini Provincia e i cittadini della Capitale mi impegnerò a sollecitare tutti i sindaci della provincia per promuovere  iniziative popolari per far sentire forte la voce del dissenso verso iniziative di questo genere.

Teodoro Buontempo (La Destra), assessore alla Tutela del consumatore della Regione Lazio. Il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare è inaccettabile. Il Gra, ormai da anni, non delimita più la città dalla campagna ed è perciò una strada cittadina, percorsa da pendolari e famiglie che portano i figli a scuola. In particolare, chi abita nei comuni dell'hinterland e lavora nella capitale ha nel Raccordo un passaggio obbligato. Come si può pensare di imporre questo odioso balzello. Non si comprende perchè si dovrebbero pagare questi soldi al buio. Se l'Anas, infatti, avesse presentato dei progetti per migliorare la viabilità, per rendere più facile l'ingresso sul Grande Raccordo Anulare, quando si arriva, ad esempio, dalla Roma-L'Aquila (si impiega meno tempo dal capoluogo abruzzese alla capitale che dal casello di Roma all'ingresso nel Raccordo), allora la richiesta poteva anche avere una parvenza di giustificazione. Ma, a fronte del nulla, si chiedono soldi in più a cittadini già tartassati: ripeto, è inaccettabile.

Carlo Lucherini, segretario Pd provinciale e consigliere regionale. La misura presa dal Governo di aumentare di un euro,  o due per i camion,  il pedaggio autostradale per chi esce ed entra a Roma è inaccettabile perché va a colpire le centinaia di migliaia di pendolari che debbono per due volte passare attraverso i caselli autostradali che conducono al Grande raccordo anulare. Di fatto, nonostante le risibili rassicurazioni del sindaco Alemanno si tratta di una tassa sul Gra, una tassa che costerà cara a tutti i pendolari della provincia di Roma e della Regione. E' un nuovo balzello del Governo Berlusconi che colpisce i lavoratori, col tacito accordo del sindaco Alemanno e della governatrice Polverini.

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