Sabato, 04 Settembre, 2010

Caro pedaggi, allarme dal Car: “Aumenti a carico degli operatori al casello di Settecamini rischiano di far alzare anche i prezzi al mercato”

2 luglio, 2010 Articolo di La Voce  

ingresso del car di guidonia

GUIDONIA - E ora, per via del caro pegaggi alle barriere di Roma, potrebbero aumentare anche i prezzi al mercato. E’ questo uno dei rischi indicato dai vertici del Centro agroalimentare di Guidonia che ieri hanno puntato il dito contro il provvedimento con cui si è reso più salato il passaggio al casello di Settecamini, quello utilizzato ogni giorno da migliaia di mezzi che transitano da e per il Centro agroalimentare di Setteville. Due chilometri di percorso sull’A24 ora sono una “batosta” per le auto, ma soprattutto per i mezzi pesanti. Variazioni complete: da Euro 0,70 a 0,80 (+14%) per i veicoli delle Classi A e B (auto, moto e veicoli a due assi); da 0,90 a 1,10  (+22%) per i veicoli di Classe 3 (a tre assi); da 1,40 ad 1,70 (+21%) per i veicoli della Classe 4 (a quattro assi); da Euro 1,70 a 2,10  (+24%) per i veicoli della classe 5(a cinque assi cioè Tir con rimorchio). “La sgradevole novità per chi ieri - commentano dal Car - si è recato nel Centro agroalimentare con un  autoveicolo passando per la Autostrada A 24, e per tutti i portatori di interessi con riscontri nella città dei commerci tra la Roma l'Aquila e la via Tiburtina, ha avuto il sapore aspro di un esborso tariffario accresciuto rispetto a ieri ed il fastidio di alcuni  rallentamenti dei passaggi di ingresso al casello autostradale Settecamini. Scarsa, succinta e sintetica, per non dire evasiva, oscura ed insufficiente, l'informazione all'utenza sugli aumenti. Solo una "pecetta" sul casello quasi invisibile ai conducenti e nessuna concertazione preventiva, né informative  tempestive sui rincari, alla società Cargest. Comprensibile il malcontento generale diffuso tra le tante figure professionali attive nelle 400 aziende insediate nella struttura, che riceve almeno 10.000 persone al giorno e  3.000 mezzi pesanti. Raddoppiati oltretutto dalla spesa dell'entrata e dell'uscita, i rincari sono stati accolti come vessazioni”.
“Solo per due chilometri - dice il presidente della società di gestione Cargest, Giuseppe Biscari - le  nostre aziende e i nostri clienti avranno a carico fino ad 80 centesimi in più al giorno per ogni transito al Car. Rischiamo rialzi dei prezzi al consumo e problemi per i consumatori>. Unanimi, amministratori, imprenditori, manager, impiegati, provider  logistici e commercianti, agricoltori ed autotrasportatori temono un appesantimento dei costi di impresa, che potrebbe rialzare sia i prezzi dei servizi erogati che quelli dei prodotti all'ingrosso e al dettaglio. “Creato con un robusto investimento pubblico - contesta l'amministratore delegato Massimo Pallottini - adesso il Car viene colpito da aumenti tariffari simili a imposizioni fiscali su consumi e aziende. Così, dopo aver favorito con la Legge 41/86 il decentramento degli ortomercati all'ingrosso, adesso lo Stato li penalizza proprio perché decentrati? Il rischio è alto e non c'è logica”. (2 luglio 2010 - www.lavocedelnordestromano.it)

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