Domenica, 05 Febbraio, 2012

Dolore e incredulità a Villalba tra gli amici di Emiliano, un ragazzo pieno di vita che amava l’arte, la politica e le barche

31 agosto, 2010 Articolo di La Voce  

emiliano astore

VILLALBA DI GUIDONIA - "Doveva essere di rientro per mercoledi, aveva il biglietto pronto. Non era nella pelle perché avrebbe fatto conoscere il figlio nato quattro mesi fa dalla sua Lopita. I suoi genitori questo bimbo non l'hanno mai visto. Una festa finita in tragedia". Inizia così il ricordo di Farid, amico da sempre di Emiliano Astore, chiuso in un grande dolore come tanti altri che lo conoscevano. "Era un appassionato di sport, dalle moto di grossa cilindrata alle arti marziali, dal paracadute al parapendio, una volta - spiega - siamo andati a ripescarlo a Monte Gennaro dove amava lanciarsi, perché era rimasto impigliato col deltaplano. Poi l'amore per il mare e tanto tempo passato in Venezuela, sedici mesi di seguito dove aveva avuto modo di imparare perfettamente la lingua". Emiliano, un ragazzo con grande senso degli affari che si era fatto da solo. "E' suo l'auto salone su via Tiburtina a Villalba - spiega Farid - dove vende soprattutto cingolati e macchine per la frantumazione del travertino. Si occupava di import export soprattutto con la Cina, un ragazzo a cui nulla si poteva criticare. Uno che si è fatto da solo e aveva coraggio da vendere”. Dall´altra Alessandro Messa, avvocato di Villalba, militante in An, ne traccia un profilo più “politico”. "Siamo stati entrambi consiglieri di circoscrizione a Villalba durante la giunta Sassano, dal 2000 al 2005 - racconta - Emiliano si dedicava con anima e corpo e metteva quanto più impegno possibile per il bene della sua zona. Aveva sempre la battuta pronta e difficilmente litigava con qualcuno. In politica - precisa - è più facile scontrarsi, con lui questo non succedeva mai".  Intanto tutti si chiedono come possa essere capitata una disgrazia simile. " Emiliano conosceva bene quella zona  a santa Margherita - conclude Farid -  per non perdere mai d´occhio la situazione non dormiva mai anzi, si metteva sulla punta della barca proprio per non perdere mai di vista la panoramica. Ci auguriamo tutti che il responsabile o i responsabili vengano presi. Perché il nostro amico per colpa loro non potrà vedere il figlio crescere". (1 settembre 2010 - www.lavocedelnordestromano.it) Simona Boenzi

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