“Emiliano Astore assalito in barca da uomini armati arrivati in motoscafo”, prime ricostruzioni sull’omicidio del 36ene di Villalba di Guidonia in Venezuela
2 settembre, 2010 Articolo di La Voce
GUIDONIA - Secondo quanto riportato dal quotidiano “El Caribazo” Emiliano Astore sarebbe stato raggiunto da un gruppo di uomini armati a bordo di un motoscafo, riusciti a fuggire. Arrivano le prime ricostruzioni sull’omicidio del 36enne di Villalba ucciso con due colpi di pistola mentre si trovava sulla sua barca nel mare dell’isola venezuelana Margarita. Alcuni testimoni avrebbero infatti sentito una serie di colpi d'arma da fuoco venerdì sera e avrebbero visto una piccola imbarcazione da pesca allontanarsi da quella di Astore poco dopo. Le modalità dell'omicidio e il fatto che il corpo sia rimasto per due giorni esposto agli elementi atmosferici hanno reso difficile il riconoscimento, avvenuto attraverso i documenti d'identità. L'imbarcazione, "Yuncano Miami", batte bandiera americana ed è risultata essere di proprietà del 36enne. "Per questioni igenico sanitarie, il cadavere sarà ora seppellito - ha riferito il console generale Giovanni Davoli - ma non è escluso che la salma possa essere in un secondo momento rimpatriata in Italia. Intanto ieri sono arrivati in Venezuela dall´Italia i parenti di Emiliano per identificare il cadavere. Atterrati a Maiquetía sono stati accolti dal console Giovanni Davoli che dal momento del ritrovamento del corpo è sempre in contatto con loro e da lì sono ripartiti immediatamente per Porlamar per recarsi al’obitorio dell´ospedale Luis Ortega dove si trova il corpo della vittima. Navigava da solo per il mare dei Caraibi sul suo veliero quando la sua vita è stata fermata da due spari, uno al torace ed uno in pieno viso. Delle persone hanno notato che la barca si trovava da due giorni ferma in mare e lo hanno riferito alle autorità venezuelane. La rapina sembrerebbe l’ipotesi più probabile anche se il capo della polizia scientifica Cicpc dello stato di Nueva Esparta, José González, che sta indagando sul delitto, non scarta altre fattispecie di reato. Il caso è seguito inoltre dal procuratore nazionale 41, Franklin Nieves. Pare che Astore provenisse da Puerto La Cruz e si stesse dirigendo più a sud ma che, a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli, avesse deciso di fermarsi nel porto di Chacachacare di Punta de Piedra. a sud dell´isola. Le autorità portuali avrebbero rifiutato che la barca ormegiasse la notte del giovedì a causa della mancanza di un’autorizzazione. Così Astore sarebbe stato rapinato in mare proprio quella notte forse da una banda di pirati. Non sarebbe la prima volta, infatti due anni fa un altro straniero, il francese Philip Armand Leudiere, era stato ucciso sulla sua imbarcazione in mare nello stato Vargas. E a Villalba è rimasto il dolore e l' incredulità degli amici di Emiliano. "Doveva essere di rientro per mercoledi, aveva il biglietto pronto. Non era nella pelle perché avrebbe fatto conoscere il figlio nato quattro mesi fa dalla sua Lopita. I suoi genitori questo bimbo non l'hanno mai visto. Una festa finita in tragedia". Inizia così il ricordo di Farid, amico da sempre di Emiliano Astore, chiuso in un grande dolore come tanti altri che lo conoscevano. "Era un appassionato di sport, dalle moto di grossa cilindrata alle arti marziali, dal paracadute al parapendio, una volta - spiega - siamo andati a ripescarlo a Monte Gennaro dove amava lanciarsi, perché era rimasto impigliato col deltaplano. Poi l'amore per il mare e tanto tempo passato in Venezuela, sedici mesi di seguito dove aveva avuto modo di imparare perfettamente la lingua". Emiliano, un ragazzo con grande senso degli affari che si era fatto da solo. "E' suo l'auto salone su via Tiburtina a Villalba - spiega Farid - dove vende soprattutto cingolati e macchine per la frantumazione del travertino. Si occupava di import export soprattutto con la Cina, un ragazzo a cui nulla si poteva criticare. Uno che si è fatto da solo e aveva coraggio da vendere”. Dall´altra Alessandro Messa, avvocato di Villalba, militante in An, ne traccia un profilo più “politico”. "Siamo stati entrambi consiglieri di circoscrizione a Villalba durante la giunta Sassano, dal 2000 al 2005 - racconta - Emiliano si dedicava con anima e corpo e metteva quanto più impegno possibile per il bene della sua zona. Aveva sempre la battuta pronta e difficilmente litigava con qualcuno. In politica - precisa - è più facile scontrarsi, con lui questo non succedeva mai". Intanto tutti si chiedono come possa essere capitata una disgrazia simile. " Emiliano conosceva bene quella zona a santa Margherita - conclude Farid - per non perdere mai d´occhio la situazione non dormiva mai anzi, si metteva sulla punta della barca proprio per non perdere mai di vista la panoramica. Ci auguriamo tutti che il responsabile o i responsabili vengano presi. Perché il nostro amico per colpa loro non potrà vedere il figlio crescere". (2 settembre 2010 - www.lavocedelnordestromano.it) Simona Boenzi









