Le mani della camorra sul Nord Est: investivano sul mattone i proventi delle estorsioni. Sequestrati decine di immobili a Mentana, Guidonia, Monterotondo, Sant’Angelo Romano e Capena
11 maggio, 2011 Articolo di La Voce
175 a Mentana, 30 a Guidonia, 13 a Sant’Angelo Romano, 10 a Monterotondo, altre ancora a Fonte Nuova e a Capena. Sono i numeri delle unità immobiliari, case e terreni, sequestrati ieri dalla guardia di finanza nella provincia di Roma nell’ambito dell’operazione chiusa tra il Lazio e la Campania che ha portato all’arresto del boss della camorra Feliciano Mallardo insieme ad altre 6 persone. Un clan che ripuliva i guadagni illeciti delle estorsioni proprio investendo sul mattone nel nord est della provincia romana. Lo schema sempre uguale: tramite società di comodo acquistavano terreni e costruivano per rivendere subito. I reati contestati ai sette tratti in arresto sono associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, violenza privata, intestazione fittizia di beni ed esercizio abusivo di attività finanziaria. L’operazione è stata coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della procura di Napoli e condotta dai Gico (gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata) della guardia di finanza di Roma e Napoli, sequestro. In tutto sono stati serquestrati circa 900 immobili; 23 aziende commerciali, aventi sede a Giugliano ma operanti in gran parte in provincia di Roma; circa 200 rapporti bancari; di numerose auto e moto di lusso. Per un valore complessivo stimato di oltre 600 milioni di euro. (11 maggio 2011 - www.lavocedelnordestromano.it) Red









