Domenica, 05 Febbraio, 2012

Tagli ai consultori familiari, le donne Pd Lazio chiedono il rispetto dei parametri di legge: uno ogni 20mila abitanti. Migliaccio: “Torna la caccia alle streghe”

23 luglio, 2010 Articolo di La Voce  

tagli ai consultori

TAGLI AI CONSULTORI familiari, insieme alle prestazioni sanitarie ed all’assistenza domiciliare. E’ quanto prevede la manovra finanziaria del governo. Il consultorio è divenuto nel tempo un punto di riferimento per tante donne, un servizio ottenuto faticosamente al quale rivolgersi non solo per visite mediche e ostetriche, visite in gravidanza, pap-test e sistemi di contraccezione, ma anche come punto di ascolto. Tutto questo rischia di azzerarsi, producendo un impatto negativo sui servizi e sull’assistenza. Con i tagli previsti dalla finanziaria, infatti, pesanti ricadute negative sulle prestazioni del servizio pubblico potrebbero abbattersi sui cittadini, soprattutto su quelle donne che non possono permettersi il ginecologo privato. La proposta di legge presentata in consiglio da Olimpia Tarzia  chiede infatti la riforma dei consultori, con uno stanziamento di fondi previsto a favore di strutture private, a danno di quelle pubbliche. Non solo. Essa prevede che a dirigere i consultori sia un consulente familiare per l’accoglienza e il coordinamento degli interventi, senza nessun titolo di studio definito, per stabilire cosa fare e se si ha diritto a decidere di non proseguire la gravidanza, accanto ad insegnanti di metodi naturali senza titolo sanitario. E ancora a rimanere tre giorni in ospedale per l’aborto farmacologico o somministrare un test di gravidanza per sapere se ci sarà bisogno di controllo psicologico al momento della nascita del bambino. Per questo, il gruppo dirigente donne del Pd del Lazio, dopo aver esaminato lo stato di applicazione nella regione della somministrazione della pillola RU486 e la situazione di gestione dei consultori familiari, quali servizi molto importanti per la prevenzione, ha espresso un giudizio molto negativo sulla proposta di legge che intende riformare, stravolgendola, la legge che attualmente disciplina la legge dei consultori. Hanno perciò proposto alla maggioranza di centro-destra e alla Presidente Polverini  di incrementare già dal prossimo assestamento di bilancio i fondi per i consultori in modo da rispettare i parametri di legge che ne prevedono uno ogni 20mila abitanti, anche in considerazione della crisi economica che colpisce le famiglie ed i ceti sociali più deboli. Una battaglia affinché tutte le donne, di qualsiasi opinione politica, non debbano essere imprigionate e private della propria capacità di scelta.  "E’ tornata la caccia alle streghe"  per Lucia Migliaccio, responsabile di Bioetica e della Ricerca del Pd Lazio, nonché ex assessore alla salute a Fonte Nuova. "Oltre ad essere un feroce attacco alla legge 194 e all’autodeterminazione delle donne –dichiara Migliaccio- ha di fatto l’obiettivo di smantellare un servizio pubblico, quello dei consultori, attuale ed insostituibile punto di riferimento per le donne, le coppie e le famiglie. E’ una grave inversione culturale  che mette a serio rischio la tutela della salute delle donne e che le colpisce profondamente nella dignità. Basta leggerla- prosegue- per rendersi conto di quante assurdità e mistificazioni contiene, a partire dalla schedatura delle donne fino a giungere alla confusione tra bioetica e coscienza. Le donne-precisa la Migliaccio- non sono esseri stolti, irresponsabili, immorali e incapaci di intendere e di volere, come sottintende questa ignobile proposta, che mira a difendere esclusivamente ‘valori etici’ della famiglia e non a tutelare l’individuo”. Lo spostamento dei finanziamenti verso le associazioni familiari private, spiega, sottrarrebbero risorse importanti alla prevenzione, momento fondamentale e reale punto di partenza per aiutare le coppie e i singoli a procreazione consapevole e responsabile, oltre a un investimento in salute sessuale. (23 luglio 2010 - www.lavocedelnordestromano.it) Laura Leone

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