Arcionia, il movimento civico Il Faro contro la megalottizzazione: “Ok a case per 5000 nuovi abitanti in un’area priva di Prg. La maggioranza si perde tra i mattoni, disattendendo ancora i reali bisogni”
19 agosto, 2010 Articolo di La Voce
GUIDONIA - “Non può essere interesse dei cittadini di Guidonia - cui sono razionati quotidianamente forniture idriche, fognarie e servizi (assistenza sanitaria, viabilità, scuola eccetera) già carenti da decenni - costruire un altro quartiere per fare arrivare circa cinquemila nuovi residenti”. L’operazione “Arcionia” - la lottizzazione a cui il Consiglio comunale ha dato il via libera a luglio “riesumando” una sentenza del Consiglio di stato del 1984 - non convice il movimento civico Il Faro: “Dire che sia nell’interesse dei cittadini è un’ipocrisia bella e buona”. E Il Faro, ad “uso e consumo” dei cittadini che vogliono capire, ricostruisce la storia di Arcionia a partire dal 1966: “Con delibera n. 81 del 27.5.1966, il Consiglio comunale approvava la convenzione di lottizzazione dell'area Arcionia a seguito di richiesta del conte Massimo Del Fante. Per i successivi 10 anni, tuttavia, nulla veniva edificato in quell'area; con deliberazione n. 430 del 10.2.1976, la giunta regionale del Lazio approvava il Piano regolatore generale di Guidonia Montecelio e le aree, già di proprietà Del Fante, venivano ad avere, diversamente da quanto previsto nella citata convenzione, destinazione in parte agricola ed in parte servizi; la curatela del fallimento Del Fante impugnava, quindi, in relazione a tale previsione, la delibera n. 430/76 di approvazione del P.R.G. ed, all'esito del giudizio, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 767/1984, annullava il Prg nella parte relativa alle aree oggetto della lottizzazione". “Ripercorse le tappe della vicenda - è l’analisi de Il Faro - il primo dato ad emergere è che la delibera del Consiglio comunale di luglio 2010, con la quale la maggioranza del sindaco Rubeis ha approvato un nuovo schema di convenzione di lottizzazione dell'area Arcionia a modifica della precedente, è stata adottata su un'area priva di Prg, perché, come appena rilevato, il Consiglio di Stato, con la sentenza prima citata, l'ha annullato proprio nella parte ad essa relativa. Sarebbe stato, ad avviso del Faro, necessario fare prima una "variante" al Prg e sottoporla ad approvazione della Regione. Al di fuori di questa soluzione si cade, inevitabilmente, nell'eccesso di potere, con conseguente illegittimità degli atti”. “Con un'apposita meditata variante, peraltro, ben si sarebbe potuto - aggiuge Il faro - apportare modifiche alla lottizzazione dell'Arcionia, con interventi di utilità pubblica, sorretti da idonea motivazione, come suggerito, tra le righe, dallo stesso Consiglio di Stato nella sentenza 767/84 ed anche nella successiva sentenza n. 570/88 relativa al giudizio di ottemperanza. Ciò, purtroppo per noi, non è stato fatto e l'amara conclusione non può essere che questa: mentre il governo della città si perde tra i mattoni, a perdere realmente sono tutte le persone residenti nel nostro comune, cui vengono disattesi ancora una volta i reali bisogni quotidiani". (19 agosto 2010 - www.lavocedelnordestromano.it)








