Sabato, 25 Maggio, 2013

Crisi edilizia in Lazio, allarme dei sindacati: “ogni giorno 22 operai perdono il lavoro e 3 imprese chiudono”. L’appello: “Puntare sulla bioedilizia”

7 luglio, 2010 Articolo di La Voce  

ROMA - “Investire sulla biodelizia per arginare la drammatica crisi del settore edile in Lazio”. L’appello è dei sindacati di categoria (Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil)  che ieri hanno ufficializzato dati allarmanti: “Ogni giorno nel lazio 22 operai perdono il posto di lavoro e 3 imprese chiudono. Entro un anno altri 6000 rischiano di perdere il posto di lavoro”. “Ogni mese - hanno spiegato - le ore lavorate dalle maestranze nel Lazio diminuiscono del 9,1% (da una media mensile di 6.507.674 a 5.918.429, con una diminuzione per ognuno dei 6 mesi presi in esame, di 589.245 ore lavorate). Se non si provvede immediatamente a porre un freno a questa situazione stimiamo che almeno altre 5.800 persone perderanno il posto di lavoro entro un anno. Il calo degli investimenti nel 2009 è stato del 10% rispetto all'anno precedente, nel 2010 il dato sembra destinato a continuare se non peggiorare, il calo delle abitazioni costruite nel 2009 del 17,5% rispetto all'anno precedente, nel primo trimestre del 2010 vi è stato un ulteriore crollo del 16,8%. In calo inoltre la presenza straniera: a Roma sono 91 le imprese attive di stranieri che hanno cessato l'attività tra ottobre 2009 e marzo 2010, con oltre 2mila operai stranieri in meno da 24.755 a 22.666, con aumento della manovalanza irregolare e del caporalato pronto a sfruttare lavoratori esposti al ricatto, anche per la poca conoscenza delle tutele cui hanno diritto”.
Da qui le richieste. Alle imprese “maggiori investimenti e risorse umane sulla bioedilizia, sulla qualificazione delle opere, sulla tutela ambientale, accompagnata alla formazione continua delle maestranze che garantisca il reale livello professionale e allo sviluppo di una cultura della sicurezza”. Alla pubblica amministrazione chiediamo di superare il ritardo dei pagamenti alle imprese, nuovi investimenti pubblici anche per la realizzazione di piccole opere spesso bloccate dal patto di stabilità, l'avvio del piano casa per abitazioni ad affitto sostenibile (housing sociale) ed un programma di edilizia economico e popolare per rispondere anche alla domanda di casa delle famiglie, un piano di rilancio dell'edilizia che favorisca un ritorno all'occupazione con interventi di adeguamento tecnologico e di risparmio energetico.
Richieste anche der il Governatore della Regione: un coordinamento di tutti gli organismi di controllo sulla sicurezza per aumentare e migliorare il livello di prevenzione e vigilanza nei cantieri edili; di impegnarsi all'assunzione con fondi appositi di nuovi ispettori SPreSAL con contratto a tempo indeterminato; più risorse economiche a disposizione per la formazione professionale; la realizzazione di almeno una significativa opera pubblica per provincia che costituisca l'ossatura della nuova rete del territorio del Lazio con il resto d'Italia. Intanto i sindacati chiedono, in tempi stretti, un incontro ai capigruppo di tutti i partiti politici del Lazio, dei consigli provinciali e comunali dei capoluoghi di provincia per promuovere tutte le iniziative necessarie d invertire la tendenza della crisi in atto. (7 luglio 2010 - www.lavocedelnordestromano.it)